Perché le relazioni d’amore, ad un certo punto si trasformano in sofferenza?

Aggiornato il: mag 15


PREMESSA:

C'è chi parla di amore, e non si rende conto che invece sta portando nel gioco della relazione qualcosa di molto diverso dall'amare.

L'Amare è sentimento che nasce dall'Essere e fluisce dalla capacità di ricevere dalla vita stessa e che nulla ha da spartire con dinamiche di personalità basate sul bisogno.

C'è molto inquinamento sul pensare all'amore della cultura comune: un pensiero intriso di fonti distorte, come i motivi di certe canzoni o filmati che propongono ritornelli e trame basati su mancanza e bisogno.

Vogliamo condensare in questo articolo alcuni spunti che vi sostengano (ammesso che ne abbiate voi ancora bisogno) a far piazza pulita di modalità ed idee che, anche se vendute come amore, di fatto sono di questo solo surrogati distorti.

Proponiamo con una serie di riflessioni che speriamo conserviate nel vostro diario personale osservandone gli effetti da punti di vista paralleli.

Ogni adulto è stato figlio.

Ogni adulto che diventa genitore potrebbe essere forzato (se resterà inconscio) a ripetere e nelle relazioni d'amore e come genitore a sua volta, le stesse dinamiche subite.

Senza un percorso di consapevolezza (Risveglio) la relazione su base disfunzionale potrebbe rimanere l'unica realtà possibile.

Ma la porta della Presenza è aperta a chi vuole entrare e fa orario continuato... festivi compresi!

RIFLESSIONI:

Quel che sta dietro l'amare disfunzionale.

C'è una specie di spada di Damocle che pende sulle nostre anime sin da quando veniamo al mondo: il fatto che, quando nasciamo, veniamo visti come creature piccole e indifese molto di più di quanto potremmo invece essere concepiti come Esseri Divini appena giunti in corpo fisico.

Pochi ancora sono i genitori capaci di rivolgersi ai propri figli con sacralità.

Al massimo si parla di loro come un dono divino, ma ben presto ci si rivolge al dono e si tralascia il divino! Più comune è considerarli come continuazione fisica e biologica della propria vita, ma in questo percepirli come giovani corpi in crescita, manca totalmente l’incontro con il loro aspetto spirituale.

Dei figli si nota il potenziale di sviluppo intellettivo, creativo, educativo e psico fisico. Ma raramente si riconosce il sacro incarnato in spazio e tempo.

Abbiamo premesso questo perché è da qui che sorge l'equivoco di base; è qui che nasce e si sedimenta l’impressione di essere sin da piccoli individui deboli, bisognosi di attenzioni che solo i grandi ci possono dare.

Ed è questo imprinting emotivo che ci portiamo anche nelle relazioni a partire dalla culla... a meno che... non si scelga la via di evoluzione della coscienza.

Ciò che generalmente manca ai genitori è la consapevolezza che un bimbo è essenzialmente un Essere in Amore, e che è da questa sua caratteristica vitale che scocca la scintilla d'amore che si potrà estendere ed espandere a tutte le attività e a tutti gli aspetti della sua vita.

E' vero che i figli, sino ad una certa età, dipendono dai genitori per la sopravvivenza fisica e per un buon sviluppo dei loro aspetti affettivi. Ma per quel che riguarda l'amare è un'altra storia quella che si deve cominciare a scrivere nella cultura dei più.

L'amore è la sostanza di cui ogni essere si compone in essenza e mai può essere distorta a comportamenti condizionati. Mai si può ottenere o far qualcosa per essere amabili, poiché amore, appunto in quanto Esseri si è già.

E questi sono principi di valore sacro di cui riappropriarsi in consapevolezza.

Come si crea la disfunzionalità.

Cosa accade nella formazione della psiche dei bambini, se continuamente visti come deboli e bisognosi?

Il fatto che nella nostra società civile, i piccoli ricevano moltissimo dall’esterno, dà loro la forte impressione che le cose essenziali della vita, amore incluso, arrivino al di là di loro stessi ovvero dall'esterno.

Ciò viene rafforzato dall'inconsapevolezza dei genitori, i quali, come dicevamo, raramente sono connessi con il proprio aspetto spirituale (figuriamoci con quello dei figli) e vivono come se fossero isolati dalla vita, per cui la qualità del loro dare è intrisa dall’illusione di "essere proprio io a dare a te".

Amore, cura, attenzione, protezione, divengono allora fenomeni associati all'esterno, al fuori di sé, regali di qualcuno, dai quali dipendiamo e senza i quali potremmo non farcela.

Ecco allora che, quando cresciamo, matura insieme alle stagioni che passano anche l'idea che qualcuno quindi debba amarci dall'esterno.

Dimentichi del fatto che in essenza siamo amore, coltiviamo l'illusione che il nutrimento amorevole possa raggiungerci solo da fuori.

E' per questo che molti si impegnano e farebbero di tutto per garantirsi porzioni di amore, protezione e riconoscimento dall’esterno, cioè da qualcun'altro al di là di se stessi.

L'amore infantile.

E così si comporta la mente infantile in un corpo adulto: si aspetta cura e protezione dagli altri, è in continua richiesta di attenzione e riconoscimento; anzi, si aspetta addirittura che gli altri sappiano prevederne ed anticiparne i bisogni.

Quando nelle nostre relazioni, ci atteggiamo in questo modo ovviamente soffriamo.

E in quel malessere dimentichiamo di essere noi stessi i custodi delle risorse che ci occorrono ad avere la maggior parte di quanto serve per prenderci cura di noi, per sentirci protetti e al sicuro, per riconoscerci, e per sapere che cosa ci serve veramente e come soddisfarlo.

Immemori di chi siamo, proiettiamo sugli altri l’aspettativa che siano loro a doversi occupare di noi, amandoci, dandoci protezione, attenzione, riconoscimento, e anticipando i nostri bisogni.

Ma questi sono esattamente gli equivoci che ci mantengono nello stato infantile del cercare amore o darne ai nostri partner bisognosi.

E quando, così ipnotizzati e convinti che l’amore accada all’interno di queste disfunzioni, cerchiamo un partner che corrisponda al nostro sogno non potremo che attirare un amante perfettamente disfunzionale come noi, che ci prometterà una relazione in cui prevalentemente si giocherà a mamma e papà.

Quando l'amore non è uguale all'amore.

E così, imbevuti da motivi culturali e artistici che rincarano la dose dell'amare=dolore, andiamo avanti in età anagrafica ma non in quella emotiva.

E questo può giocarci brutti scherzi quando ci viene chiesto di far fronte ad una realtà che necessiterebbe invece della nostra intelligenza adulta, e non di interpretarla come se fossimo piccoli, inermi e bisognosi.

Quando questo aspetto della mente regressa continua ad agire spingendosi oltre la pubertà per invadere il passaggio nell'adultità, trova strategie per distorcere l’amare nelle relazioni affettive e familiari, esercitando un influsso importante sul nostro modo di rapportarci alla realtà.

Ecco perché è importante far luce su ciò che ci impedisce di amare in modo libero e sano (che didatticamente definiamo Amore adulto).

Tenete dunque conto che: se c'è dolore NON è amore!

Notti insonni e cene saltate non sono sintomo di apertura di cuore!

Per non parlare delle lettere cestinate, delle unghie rosicchiate, del trucco sciolto davanti allo specchio in ascensore (per lei), o del bicchiere di troppo, dopo una serata dalla quale vi sareste aspettati di più.

Il segnale top che vi allerta e si accende quando siete in posizione di amore infantile è molto semplice, e si manifesta in maniera estremamente riconoscibile con un pensiero di questo tipo: se lui (lei) non c'è più, io muoio!

Questi stati, anche se tossici e poco raccomandabili, sono tuttavia quelli comunemente conosciuti come stati di innamoramento da una buona percentuale del collettivo umano.

Quelli che hanno fatta loro l'equazione che "più si avvertono nodi alla gola e strette di stomaco e più... si ama!".

Quando sia esattamente nata una distorsione del genere non vogliamo e non spetta qui indagare: è tema di già troppi approfondimenti cinematografici, canori e persino psicologici o sociali.

Quel che cogliamo occasione di rimarcare è che... tutto questo... semplicemente non è amore!

Si tratta piuttosto di uno stato che ha a che fare con un polo di attrazione nell'ombra, che altro non fa se non riprodurre in sembianze altrui aspetti non integrati da compensare.

Questo modo di vivere le relazioni amorose è alla radice di tantissima sofferenza nei rapporti di coppia, ma più in generale nelle relazioni che si hanno con tutti, compresi tempo meteorologico, governo e dio che dovrebbero indovinare ciò che da loro noi ci aspettiamo e comportarsi dunque in modo consono ai nostri bisogni!

La tendenza a vivere la vita nella prospettiva di una mente bambina egocentrica, non può che generare emozioni negative fatte di frustrazione e rabbia, paura dell’abbandono e sentirsi vittime di circostanze sfavorevoli e di persone poco attente.

Assenti a noi stessi e alle nostre possibilità, entriamo così in un rapporto di dipendenza da ciò che l’altro ci dovrebbe dare e come anzi potrebbe addirittura diventare lui (o lei) per farci finalmente felici!

Un altro tedioso equivoco di natura infantile, molto comune nelle reazioni causate dal mal comportarsi dei nostri cari, è la convinzione che l’altro “quella certa mancanza nei nostri riguardi”, l’avrebbe fatta apposta contro di noi!

Per farci del male e per mancarci di rispetto. Ecco, questo modo di ragionare, riconoscibile come tipicamente infantile, accade di continuo ad individui adulti.

Molto spesso infatti, quando ci sono reazioni esplosive come un forte scatto di rabbia, o reazioni implosive come la tristezza, l’impotenza, l’abbandono, troviamo alla radice l’interpretazione distorta dei fatti che si forma tipicamente negli asili nido di una mente infantile adulta.

La stessa cosa vale per l’amore, rispetto al quale la gente si aspetta che arrivi da qualcuno che coroni i nostri sogni di avere tutto quello che non abbiamo avuto… da mammà! Ed è da quello spazio che qualcuno poi scrive canzoni, spettacoli, produce film e diventa persino ricco!

Giusto per dare un'idea del random di emozioni culturali a cui effettivamente è esposta una gran parte di umanità.

Per fortuna gli strumenti disponibili per uscire da questa Matrix che qualcuno chiama “amore” abbondano, e ad un certo punto è augurabile che le relazioni possano essere vissute tra due esseri liberi, prosperosi e disposti a condividere.

Le Costellazioni dell’Amore (Costellazioni familiari unite al Risveglio in Presenza) ci auguriamo, siano uno di questi.

(articolo a cura di Monica Colosimo)

Monica Colosimo - Laureata al D.A.M.S di Bologna con specializzazione in Teatro e Comunicazione. Counselor Olistico ad Approccio Sistemico, giornalista professionista e scrittrice, ha una formazione in Costellazioni Familiari e Sistemiche con Attilio Piazza ed ha curato due testi di formazione per il Counseling dell'Istituto Cortivo di Padova: “Il Counseling Creativo” e “Armonia in Famiglia e Genitorialità Consapevole”. Tiene da anni gruppi dedicati alla crescita personale attraverso approcci ispirati a vari linguaggi espressivi tra cui: Scrittura Autobiografica ed Emotiva, Energy Work, Teatro e Movimento Autentico del corpo. Il risultato della sua ricerca ha ispirato i suoi libri “Esercizi di Felicità”, “Donne che ritrovano il Cuore" (Red), “Il manuale della Regina dell'Amore” (Om), “Metti la Magia nella tua Vita” (Franco Angeli) e, insieme al dott. Attilio Piazza, “La Saggezza viene dal Cuore” (TEA), “La Via Creativa al Benessere” (Franco Angeli) e “Mindfulness per le Relazioni Affettive”(TEA.)

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