Vi siete chiesti se sapete respirare? Testimonianze e considerazioni


Che razza di domanda è questa? Tutti respiriamo fin dalla nascita ed è quindi ovvio che sappiamo respirare!

Fossi in voi non ne sarei così tanto convinto.

Il bambino, al momento della nascita, ha già una particolare esperienza di respirazione.

Non si tratta della respirazione come la intendiamo tradizionalmente ma di una respirazione in simbiosi con la madre.

Il bambino “respira” attraverso il cordone ombelicale l’ossigeno che gli necessita, il quale proviene dalla respirazione polmonare della madre.

La madre respira letteralmente per due corpi: il suo stesso corpo e il corpo in fase di crescita del figlio nel suo grembo.

La respirazione polmonare di una donna in gravidanza è di fatto diversificata, per molti aspetti, dalla respirazione di una donna che non è in attesa di dare alla luce suo figlio.

Il bambino non si accorge di questa respirazione ma la vive con profondità dato che, tra l’altro, vive l’esperienza della regolarità del movimento respiratorio della madre e ne sente anche il rumore prodotto.

L’imprinting che ne deriva è quello che, per la sua vita futura, servirà un processo fisiologico particolare dal ritmo incostante.

Non sa ancora cosa sia ma lo scoprirà presto.

Quando, alla nascita, il bimbo inspira la sua prima aria la cosa non è del tutto così piacevole, è bene ammetterlo.

Non tanto per lo sculaccione che, sempre più raramente, gli viene inferto dall’ostetrica per farlo respirare nel pianto, quanto per il fatto che i suoi polmoni non hanno mai fatto nulla di simile.

Certo, la natura predispone il corpo del bimbo a quell’evento e quindi non è nulla di così tragico, ma di sicuro non è una sensazione piacevole quella di immettere aria all’interno di due sacche che sono appena state svuotate dal liquido amniotico e che, quindi, sono praticamente come due palloncini appena usciti dalla fabbrica che sono spesso appiccicati all’interno. Sono dell’idea che faccia piuttosto male...

Appena parte la respirazione polmonare, il bimbo respira in un modo del tutto particolare: non effettua pause.

Siamo abituati a sentire, tra l’inspirazione e l’espirazione e viceversa, una sorta di “pausa”, una particolare piccola apnea a canali aperti.

Tale apnea compare molto tempo dopo la nascita.

Il bambino, invece, respira in modo “circolare”, inspirando profondamente e lasciando completamente andare, durante l’espirazione, tutta la tensione accumulata nell’inspirazione.

Non vi sono pause: tutto avviene in modo naturale, ritmico, continuo, specie nelle ore del sonno.

Questa particolare respirazione naturale del bambino, come già accennato, si perde con il trascorrere del tempo, ossia si perde la capacità che il bambino ha in modo naturale di inspirare profondamente e di “lasciare andare” durante l’espirazione.

Mentre cresciamo, viviamo man mano determinati tipi di esperienze che modificano e consolidano quello che in futuro chiameremo “carattere”.

Il nostro comportamento sarà influenzato in modo profondo proprio da questo “carattere” ossia l’insieme di ciò che, sia a livello conscio che inconscio, abbiamo imparato durante il nostro crescere.

Tale apprendimento non ha mai fine, se non al momento della dipartita da questo mondo (ma anche qui si potrebbe aprire un capitolo intero…).

Il respiro si modifica insieme al nostro carattere in base a come abbiamo vissuto.

Immaginate la situazione in cui viviamo un momento di ansia o di paura.

Il respiro si modifica, diviene più corto e i polmoni non si svuotano mai completamente: si tende ad iperventilare.

Il corpo richiede maggiore quantità di ossigeno, dato che l’adrenalina entra in circolo pronta a far scattare muscoli e nervi in caso di necessità di fronte al pericolo incombente.

Oppure quando ci innamoriamo, dove i periodi di piccola apnea aumentano dato che siamo sospesi nell’attesa.

O, invece, quando siamo rilassati, quando respiriamo di pancia, appoggiati allo schienale di un comodo divano mentre sonnecchiamo leggermente.

In altre parole, il nostro respiro si modifica in ogni istante in base all’emozione provata in quel dato momento.

Il nostro carattere stabilisce in che modo il respiro si debba modificare, proprio in base a come noi percepiamo la realtà che ci si para davanti e, quindi all’emozione provata di conseguenza.

Una persona che sviluppa un carattere basato sulla paura o sul timore, avrà di conseguenza la tendenza a reagire sempre con una respirazione eccessivamente breve, corta e non sufficiente a garantire il rilassamento, con tutte le conseguenze del caso.

Una persona che ha un carattere irascibile, basato quindi su rabbia repressa, tenderà anch’egli ad avere una respirazione superficiale, non attenta e, quindi anch’essa, non sufficiente a garantire il rilassamento.

Nella nostra società, dove la maggior parte delle persone vive una situazione di ansia permanente data dalle difficoltà che tutti ben conosciamo, la gente sviluppa una respirazione sempre più superficiale, vi si abitua, e la ritiene la respirazione normale.

Ma tutti noi siamo stati bambini e, tutti noi, siamo stati in grado, attraverso la respirazione circolare infantile, di rilassarci profondamente, di “lasciare andare” ogni tensione.

La nostra respirazione non riempie praticamente mai l’intera capacità polmonare.

È raro, fateci caso, usare la parte alta del torace durante la respirazione.

Se vi dicessi che proprio lì, nella parte alta del torace, sono sepolti tutti i traumi più importanti del nostro passato?

Se vi dicessi anche che una respirazione superficiale, come quella della maggior parte di noi, è insufficiente a portare letteralmente fuori la quantità di tossine che immettiamo attraverso cibo, acqua e respirazione stessa?

Non ci facciamo caso, ma il respiro è l’arma più potente che possiamo utilizzare contro stress, paure, rabbie e ansie di ogni tipo e, contemporaneamente, è lo strumento più efficace che possediamo per amplificare salute, benessere, gioia, amore e… chi più ne ha più ne metta!

Come si fa?

Bisogna tornare bambini!

O meglio, tornare a respirare in modo circolare consapevolmente.

Nel corso del 2018, il respiro è arrivato anche al Club del Gatto C.A.T. tramite il meraviglioso Diego Concordia.

Un ragazzo speciale che ha conseguito l’abilitazione alla conduzione delle sedute di Respiro Circolare presso la scuola Podresca.

Qualcuno potrebbe confondere il respiro circolare con il Rebirthing, ma si tratta di due cose differenti, anche se simili in molti aspetti.

Conosciuto Diego e dopo averlo ascoltato alla presentazione della tecnica del Respiro Circolare ho deciso di provare a percorrere l’intero primo ciclo di dieci incontri.

Mai, e dico MAI, decisione è stata più azzeccata.

Il respiro consapevole è la cosa più bella che puoi permettere a te stesso, in armonia con ciò che sei e che vuoi essere.

Diego, con la sua semplicità e pacatezza, ti mette a tuo agio con quello che credi essere qualcosa di assurdo.

Mettersi sdraiati e respirare in continuazione, senza pause, inspirando profondamente e poi lasciando andare completamente tutta l’aria per ben 45 minuti.

Sembrerebbe una follia iperventilare per quarantacinque minuti di fila.

Durante il primo incontro la mia mente ha pensato esattamente questo. Mi sembrava inutile, faticoso e, per di più, pericoloso. Ma tenni duro: stetti alle direttive di Diego e respirai per tutto il tempo esattamente così come aveva descritto di fare, o almeno ce l’ho messa tutta. Sì perché non è propriamente facile farlo la prima volta. È un particolare modo di respirare che non facciamo mai e tante possono essere le difficoltà.

Ma appena finito… che meraviglia ho vissuto!!!

Ma andiamo con ordine.

- Durante la respirazione mi sono accorto che il corpo tendeva a rispondere in un modo che non avrei mai pensato.

- Si producevano dei formicolii intensi alle mani e ai piedi che, pian piano, salivano lungo gli arti irrigidendoli in una tetania prolungata.

Diego ci aveva comunque messo in guardia su queste possibilità e il fatto che lui fosse lì vigile e al momento giusto venisse a dare supporto mi ha confortato e mi ha incoraggiato ad andare avanti.

- Anche perché tali sensazioni non sono affatto spiacevoli.

- Per la prima volta davvero ho sentito la presenza dell’intero corpo contemporaneamente.

- Raramente mi era successo!

- La mente parte per la tangente!

- Non sai dove va a finire con i suoi pensieri.

- Sorgono ricordi del passato, ma anche immagini di luoghi o situazioni che non riconosci, almeno è quello che è capitato a me.

- Man mano che il corpo, con la grande quantità di ossigeno immesso, e grazie al graduale aumento della frequenza cardiaca (ecco perché è sconsigliato a chi ha problemi cardiaci), il corpo ne approfitta per smuovere in profondità tutte le tossine che sono state “immagazzinate” in modo permanente nel corpo. Vengono rimosse ed espulse attraverso la respirazione, per la maggior parte, ma anche attraverso la pelle e, dopo, dalle urine e dalle feci. Il corpo, insomma, si purifica. Contemporaneamente anche la mente, sia inconscia che conscia, si ripulisce.

- Molte delle emozioni che noi viviamo durante il giorno e, come già detto, ci caratterizzano, sono spesso dovute all’accumulo di tossine le quali non sono solo fisiche ma anche di altri livelli. La respirazione naturale circolare va a rimuoverle a tutti i livelli, permettendo anche alla mente di ripulirsi.

Ma attenzione: tutte le difficoltà che si possono riscontrare durante il respiro (o anche prima) sono solo delle “Resistenze”.

Tali resistenze possono apparire come pensieri belli o brutti, come dolori muscolari, come crampi, come tetanie particolarmente forti, come emozioni brucianti e fastidiose.

Ogni volta che la mente pensa “questa cosa che sto facendo è inutile” è una resistenza!

Ogni volta che il respiro, in qualche modo viene interrotto, abbiamo a che fare con una resistenza.

Ossia un tentativo di auto sabotaggio della mente che, a quel punto, si rivela schiava delle sue tossine, sia fisiche che emotive.

Anche il solo deglutire, durante il respiro, è una resistenza.

Vi giuro che si può respirare in modo circolare, a bocca aperta, senza deglutire per oltre quarantacinque minuti, e parlo per esperienza. Le prime volte anche a me capitava di sentire il bisogno di deglutire, perché la saliva tendeva a scendere per gravità verso la gola e mi sembrava di poter respirarla da un momento all’altro.

Quindi deglutivo.

Quando ho capito il giochino delle resistenze mi sono fatto coraggio e ho continuato a respirare ignorando lo stimolo a deglutire: ce la si fa tranquillamente senza nessun problema.

Di fatto, ogni resistenza compare per obbligarti a distogliere l’attenzione dalla respirazione circolare.

La mente spesso è subdola davvero.

L’obiettivo, mentre si respira in una seduta di Respiro circolare, è solo respirare.

Ogni altra cosa accade durante il respiro è una resistenza. Non importa quali pensieri sorgano, o quali problematiche fisiche o emotive compaiano.

L’attenzione non deve essere mai distolta dal respiro circolare che si sta facendo.

D'altronde molti grandi del passato come il Buddha, con la sua meditazione Vipassana, pone la sua attenzione sul suo respiro.

Molte tecniche olistiche sono incentrate sulla concentrazione sul respiro.

Ma pensate anche solo a quando, vendendovi arrabbiati, qualcuno vi dice: “Respira!! Respira!!”. Ossia: poni la tua attenzione al tuo respiro e vedrai che ti calmi.

Durante una seduta di respiro circolare possono accadere molte cose, ma tu devi sempre tornare al tuo respiro.

Capita un pianto emozionale? È una resistenza: torna al tuo respiro!

Capita un piccolo crampo muscolare? È una resistenza: torna al tuo respiro!

Capitano pensieri brutti e spiacevoli? Sono solo resistenze: torna al tuo respiro!

Non si tratta di ignorare ciò che accade, ma di avere fiducia totale nel tuo respiro e su ciò che esso è in grado di fare. Se poniamo l’attenzione alle varie resistenze che compaiono, stiamo perdendo l’occasione di “lasciare andare” quelle stesse resistenze e tutto ciò da cui esse nascono. È il respiro che le purifica, che ne toglie la fonte dal profondo: fidati di lui!

La serenità che vivrai alla fine della seduta, se avrai il coraggio di guardare solo il respiro, sarà incredibile.

Ti sentirai vuoto, leggero, incredibilmente forte e presente e solo per aver respirato un po’ di più e meglio.

La mente gioca con le tue emozioni, e pur di rimanere vigile e non smettere di esistere, anche solo per un istante, le tenta tutte.

Ti fa ripercorrere il passato, le cose brutte, quelle dove hai sofferto davvero molto.

Ma se hai il coraggio di rimanere nel respiro con la tua attenzione, ti permetterai di “riviverle” con distacco e, rivivendole in questo modo, le lascerai andare per sempre. Ecco la purificazione!

La purificazione del Tempio!

Il tempio è il tuo corpo e i cambiavalute sono la tua mente con le sue resistenze.

Infatti le resistenze possono essere anche piacevoli.

La mente, se si opera bene durante il respiro, si accorge che le cose spiacevoli non bastano a portare via la tua attenzione dal respiro che la purifica. Quindi escogita di darti qualcosa di piacevole e emozionalmente “corretto”.

Ma attaccarsi a ricordi piacevoli, o a sensazioni piacevoli è comunque distogliere l’attenzione dal respiro. Subdola, vero? Ehehehe!!

Respirare, in pratica, è il metodo più bello, facile e dinamico, nonché veloce, per mettere un po’ di pace all’interno del nostro vivere.

Tornare a respirare come bambini, significa riemergere da un mondo un po’ troppo sonnecchione, per ritrovarsi davvero dentro di sé con una nuova voglia di vivere e sperimentare.

Ci si permette di liberare emozioni nascoste, modificare i propri atteggiamenti verso molte cose che prima erano bloccati da chissà cosa, riscoprire piaceri del passato che si credevano persi. Ma soprattutto si sperimenta il Sé, ossia ciò che siamo davvero. Quel tutto fatto da mente, corpo, anima e spirito.

Marco Marabese- Vicepresidente Club del Gatto C.A.T.

Al Club del Gatto si respirerà per tutto il 2019 e il 2020 con Diego Concordia.

Vi invito seriamente a venire a respirare con noi.

Per provare davvero tutti i benefici è necessario fare almeno un ciclo da dieci sedute.

Non può esistere una sola “prova per vedere com’è”.

La prova che puoi fare dura dieci sedute e ti assicuro che non ne farai più a meno.

Per informazioni sui corsi e sulle serate di respiro circolare in gruppo

chiama il 3398969639

o scrivi a info@clubdelgatto.it

VIDEO TESTIMONIANZE DAL NOSTRO CANALE YOUTUBE DAL TEMA "Testimonianze di respiro circolare per un benesserenaturale"

VIDEO DAL NOSTRO CANALE YOUTUBE DAL TEMA "Vi siete mai chiesti se sapete o meno respirare?"

TESTIMONIANZA 1: Scrivere cosa è stato per me il respiro circolare non è certo semplice, qualcosa che si vive nel profondo non ha molte parole per descriverlo. Ho fatto il primo ciclo senza sapere cosa fosse e a cosa sarei andato in contro, semplicemente fidandomi. Nel secondo ciclo è cambiata la consapevolezza che non avrei saputo cosa mi sarebbe accaduto durante e dopo le sedute. Sembra una banalità, ma è molto. Così come nella vita di tutti i giorni se mi metto in ascolto su cosa succede dentro, nella quotidianità, scopro cose imprevedibili, camminare bendato senza una meta. Il respiro circolare è un'attenzione continua nel vedere cosa c'è dietro quel muro, possibilmente senza giudizi, ma anche se arrivano, sono elementi da osservare che fanno parte di me, tutto ciò che arriva va bene, è quello che c'è, questo mi dà la possibilità di volermi bene (cosa non sempre scontata), come una carezza nell'anima. Nel primo respiro del secondo ciclo mi sono posto come obbiettivo del corso di essere più centrato nei momenti di crisi. Prima della fine del ciclo, ponendo la sola attenzione su di me senza forzare nulla, mi sono accorto di aver raggiunto l'obbiettivo. Con alti e bassi, ma sono soddisfatto del risultato. Quando torno a casa da un respiro qualcosa in me cambia, a volte sono distrutto, insoddisfatto, deluso, ma non è importante perché qualcosa è cambiato dentro di me: un “sano movimento”, questo mi appaga indipendentemente dalle ossa rotte... La forza che mi accompagna nel respiro viene anche dal gruppo, come se tutti remassimo sulla stessa barca, dove ognuno può prendere fiato se ne ha bisogno, perchè gli altri ti sostengono affinchè tutti insieme possano arrivare alla fine. Grazie V.S.

TESTIMONIANZA 2: Ed anche “l’ultimo respiro” è arrivato… Se ai primi respiri portavo l’attenzione, all’ultimo mi sembrava un percorso infinito..Invece è stato tutto così meravigliosamente veloce! Penso che questo sia stato il lavoro più profondo che io abbia mai fatto finora, un viaggio incredibile in ciò che più mi rappresenta: emozioni, schemi di vita, blocchi, resistenze, condizionamenti. Ogni respiro diverso . . .ad ogni respiro un abito tolto al mio vero essere, che ha come obiettivo principale il rimanere “nudo” e puro da ogni identificazione mentale. La cosa più toccante è la consapevolezza percepita ad ogni respiro, che mi accompagna nella vita reale. La meraviglia che provo ora nell’osservazione di me stessa e degli altri, senza giudizio alcuno, ma con grande stupore sulla diversa percezione delle cose. Cosa ancora più incredibile è che là dove io, internamente ho lasciato andare conflitti e incomprensioni con altri, automaticamente , oltre al mio cambiamento riscopro anche in loro un’apertura incredibile. Consapevole delle grandi resistenze della mia mente, al IX respiro mi sono sentita “all’inizio” e avrei voluto continuare ancora e ancora... I primi respiri non sono stati per niente semplici, mi sentivo come morire… ma ogni sera, nessuna esclusa, mentre tornavo a casa, mi sentivo viva e libera. Oggi mi sento molto più centrata e attenta in confronto al primo respiro, mi sento piena di gioia e amore e me lo conferma il riscontro che ho nel mondo oggi. Ringrazio Diego per primo, per il suo grande amore che ci hai trasmesso, la grande sensibilità e preparazione, le parole che arrivano sempre nella parte più profonda del mio essere. Ringrazio anche i meravigliosi ragazzi del gruppo, non arrivati a caso, ma per mettermi ancora più in osservazione sulle mie relazioni. Desidero tanto poter ripetere questa meravigliosa esperienza al più presto, per poter ripartire là dove sono rimasta, consapevole di essere solo all’inizio di questa scoperta interiore. Con grande, immensa gratitudine! S.D.

TESTIMONIANZA 3: Lascio un mio commento su questo percorso affrontato insieme. Come diceva Diego fin dall'inizio ogni respiro è diverso e sicuramente anche ogni conquista o chiarezza interiore che arriva è di volta in volta un integrazione della nostra personalità... Il respiro per me è stato forza, grinta , disciplina e tenacia. E' stato un ripulirsi e portare alla luce aspetti che prima non vedevo. Mi ha aiutato a vedere che pensavo di dare il 100% nelle situazioni e invece non mi prendevo la responsabilità di provare a creare il contesto piu adeguato a me per esprimere tutto il mio potenziale. Credevo che meglio non si potesse fare e invece ora so che in ogni contesto in cui vivo e mi rapporto posso provare a esprimermi in modo puro e sentirmi parte di esso con soddisfazione. Una sera Diego mi ha detto :"DIVENTA RESPONSABILE DEL TUO CONTESTO". Beh sicuramente mi è rimasto dentro e sto provando a metterlo in atto nella vita di tutti i giorni soprattutto nel lavoro. Sono quindi molto soddisfatto di aver portato a termine le 10 tappe di respiro circolare, sono soddisfatto di ciò che ho imparato e condiviso e sono felice di aver avuto Diego come amico e sostegno, lo ringrazio di tutto con profondo e sentito affetto. M.M.

TESTIMONIANZA 4: Per me fare il corso di respiro Circolare con il gruppo, guidati da Diego è stato ogni volta un respiro diverso sia a livello fisico che emozionale. A livello fisico man mano che le sedute procedevano mi accorgevo che le resistenze diminuivano fino a scomparire del tutto negli ultimi respiri, quello che è rimasta una costante fisica è stata l'eccessiva sudorazione. Ma la parte più importante è stata quella emotiva e le consapevolezze che sono arrivate di volta in volta. Quello che in più respiri mi è arrivato è il bisogno di mollare un po le responsabilità. Di delegare un po più agli altri e di prendermi del tempo per me stessa. Magari una bella vacanza, ho sentito forte il bisogno di staccare. Ma il mio respiro più bello è stato quello dove non ho più sentito il mio corpo ma solo l'energia che vibrava ..è stato come librarsi fuori dal corpo e volare. Un' esperienza straordinaria. Sono contenta di averla portata a termine fino all ultimo respiro. È una cosa che non è facile da descriverla con le parole, bisogna viverla e basta e ringrazio Diego per avermi guidato in questa nuova esperienza per me. M.A.

TESTIMONIANZA 5: L'obiettivo che mi sono posta prima di iniziare il ciclo di 10 respirazioni con la tecnica del respiro circolare è stato quello di "Far emergere chi sono, conoscermi meglio e aprirmi alle emozioni", sono sempre stata un po' chiusa e mi reputavo una persona fredda.. senza sapere il motivo di tale "carattere". Quello che mi è accaduto è stato esattamente un lavoro circolare, nel senso che sentivo che ogni volta riuscivo ad avere ricordi, comprensioni e visualizzazioni di consapevolezza per fatti accaduti nella mia infanzia e momenti di dolore. Ho sentito un dolore incredibile nel corpo, molto spesso, come se si spaccasse qualcosa, un rigido muro, una corazza ben architettata. E' stato un viaggio incredibile, fatto di emozioni, pianti, comprensioni, leggerezza, liberazione e tristezza, si a volte è stato anche triste ricordare il passato. Nell'ultima serata di respiro ho fatto il riassunto a me stessa di ciò che nei 3 mesi di respiri in gruppo era accaduto e mi sono accorta che effettivamente l'obiettivo che mi ero prefissata all'inizio si è realizzato. Mi sento più vicina a me stessa, a chi sono e mi accorgo che il respiro circolare mi ha regalato me stessa. Grazie a Diego e grazie al gruppo, grazie al Club del Gatto C.A.T. per questa novità e nuova metodologia di lavoro su di sé. V.R.

TESTIMONIANZA 6: Confesso che prima di inizare il ciclo di respiri ero molto emozionata, sentivo che qualcosa di ignoto mi si stava per svelare.. sono quelle sensazioni interiori, quelle consapevolezze che si hanno ma non si sa razionalmente da dove nascano. Adesso che il ciclo è terminato, verifico che la sensazione era veritiera. A me è accaduto di entrare tanto in profondità nel corpo emozionale e grazie al respiro ho potuto liberare ricordi vecchissimi che non avevo idea di "tenere dentro", sono ricordi di infanzia, di emozioni vissute con i genitori, gli amici, a scuola . Occasioni talvolta di piacere e talvolta di difficoltà e dolore. Non si può sapere cosa ti porterà il respiro. Ogni serata è stata diversa, imprevista e del tutto lasciata all'inconscio, si perchè per me questo primo ciclo di respiro circolare è servito per accedere alle memorie emozionali del mio inconscio che mi hanno sbalordito. Ricordo ancora durante il primo respiro come sia arrivato il gelo, il freddo in tutto il corpo e abbia visto le immagini di una cella..di prigione, di cemento e di avere una sensazione di fame incredibile.. una fame ...brutta, e dentro urlavo "datemi da mangiare, datemi da mangiare" e pregavo dio affinchè questo cibo arrivasse alla mia bocca. Ad oggi mi chiedo ancora se fossero memeorie ereditate dalla linea genealogica, o memorie di vite passate..o semplicemente il bisogno del mio corpo di ricordare quanto sia forte la paura di rimanere senza cibo..chissà, poco importa, quello che è utile per me, è verificare che in effetti per me il tema dell'alimentazione è stato sempre un po' difficoltoso, tra diete e abbuffate.. In un altro respiro mi sono resa conto della nascita in questa vita, della placenta e dell’utero di mia madre; ho sentito il dolore e la sofferenza dell'anima che si incarna in uno spazio così piccolo e stretto: il corpo fisico. Poi è nato il dolore per la tristezza della separazione con dio.. Non so ancora oggi come descriverlo, ma è come se l'illusione della separazione che si vive quando si fa un'esperienza umana è così forte da farti sentire lontano da Casa. Durante i respiri ho avuto molte resistenze, spesso, non riuscivo a stare ferma, avevo sempre la sensazione di dover deglutire e i pensieri erano treni impazziti nella mia mente, poi ad un certo punto, come per magia, nasceva spontanea la pace, il vuoto, il silenzio che era pieno di benessere. In un'altro respiro ho vissuto il dolore per mio padre, per il bene che non sono riuscita a dimostrargli quando era vivo, di non aver fatto abbastanza per lui e per noi, perchè ero troppo occupata a crescere e a diventare grande e a farmi i fatti miei, quando sono diventata grande davvero, a 29 anni, lui è andato via, come se il suo compito di accompagnarmi fosse finito. Questa comprensione mi ha permesso di sentire il bene che c'è tra figlia e padre e l'importanza di dirselo e di dire a chi si ama quanto è bello vivere insieme questa vita e che non c’è nulla di più importante dell’ADESSO. In un altro respiro ancora ho visto dei simboli che avevavo a che fare con la ghiandola pineale, l'occhio di Ra del dio egizio, il dio Anuman indiano e poi ho visto come se tutte le vite fossero intrecciate e come tutto è un grande ologramma universale, un punto unico e inseparato che è infinitamente immenso e senza confini spaziotemporali ma che ha infinite forme, epoche, religioni, dei, simboli, messaggi..gli stessi messaggi che riportano all’Uno, a te, a chi sei e a cosa non sei. Beh, devo dire che il respiro circolare è un viaggio interiore incredibile e chissà.. per me forse è stato un detox profondo di memorie e impressioni emozionali. Ringrazio Diego perchè è una persona incredibile, arriva sempre al momento giusto, con delicatezza, presenza e pieno sostegno. Diego è un conduttore molto amorevole e consapevole, qualità di enorme pregio, specialmente in questo mondo olistico dove tanti si improvvisano. D.C.

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